Nel mondo della crittografia e della storia antica, esiste un oggetto che rappresenta il "Santo Graal" dell'impossibile: il Manoscritto Voynich. Si tratta di un codice illustrato risalente al XV secolo, scritto in un sistema di scrittura che non è mai stato decifrato, nonostante i tentativi dei più grandi esperti mondiali, dai crittografi della Seconda Guerra Mondiale alle moderne intelligenze artificiali. Perché questo libro sfida ogni logica? È un antico sapere perduto, un diario alchemico o semplicemente la burla più elaborata della storia?
La scoperta di Wilfrid Voynich
Il libro deve il suo nome a Wilfrid Voynich, un antiquario polacco che lo acquistò nel 1912 dai Gesuiti di Villa Mondragone, vicino a Frascati. All'interno della copertina fu ritrovata una lettera datata 1666, scritta da Johannes Marcus Marci (rettore dell'Università di Praga), la quale affermava che il manoscritto era appartenuto all'imperatore Rodolfo II d'Asburgo, che lo avrebbe acquistato per l'esorbitante cifra di 600 ducati d'oro, credendolo opera di Ruggero Bacone.
Le sezioni del mistero
Il manoscritto è composto da circa 240 pagine di pergamena, divise in sei sezioni basate sulle illustrazioni:
- Botanica: Disegni di piante e fiori che, stranamente, non corrispondono a nessuna specie botanica conosciuta sulla Terra.
- Astronomica: Diagrammi circolari con stelle, soli e lune, alcuni dei quali sembrano rappresentare costellazioni non identificate.
- Biologica: È forse la parte più bizzarra, con disegni di piccole donne nude immerse in vasche collegate da tubature elaborate che sembrano organi anatomici o sistemi idraulici.
- Cosmologica: Mappe circolari di natura ignota.
- Farmaceutica: Disegni di ampolle e parti di piante (radici e foglie).
- Ricette: Brevi paragrafi di testo contrassegnati da stelline, quasi fossero istruzioni alchemiche.
L'analisi scientifica: È autentico?
Per anni si è pensato a un falso creato dallo stesso Voynich, ma la scienza ha smentito questa ipotesi. Nel 2009, la datazione al radiocarbonio effettuata dall'Università dell'Arizona ha stabilito con certezza che la pergamena risale al periodo compreso tra il 1404 e il 1438. Anche l'inchiostro è coerente con l'epoca. Il mistero dunque è reale: qualcuno nel Quattrocento ha dedicato mesi, se non anni, a scrivere un testo in una lingua (chiamata "voynichese") che segue regole statistiche precise, simili a quelle delle lingue naturali, ma totalmente incomprensibile.
Le teorie: Lingua perduta o codice cifrato?
Le ipotesi sono diverse. Alcuni credono che sia un testo cifrato tramite un algoritmo complesso che nasconde una lingua nota (come il latino o il tedesco antico). Altri suggeriscono che si tratti di una lingua artificiale creata per proteggere segreti alchemici o eretici. C'è poi chi sostiene la teoria della glossonomia: un testo scritto senza un significato reale, prodotto da un individuo in uno stato di trance o da un geniale falsario dell'epoca per truffare i collezionisti di rarità.
Nonostante i supercomputer e gli algoritmi di deep learning, il Manoscritto Voynich rimane muto, custodito oggi nella Beinecke Rare Book & Manuscript Library dell'Università di Yale.
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