Se possiedi un camper vintage o stai pensando di acquistarne uno, prima o poi ti imbatti sempre nella stessa domanda: conviene iscrivere il camper come veicolo storico?
È una scelta che incuriosisce molti, ma che spesso viene affrontata con informazioni confuse, mezze verità e convinzioni sbagliate. In questo articolo voglio fare chiarezza, raccontandoti come funziona davvero, quando ha senso farlo e soprattutto se conviene o no, senza miti e senza promesse miracolose.
Noi viaggiamo in famiglia su un Fiat Ducato 1.9 TD del 1989, un camper che ha ormai superato abbondantemente i 30 anni. Questo ci ha portato, quasi naturalmente, a informarci sull’iscrizione come veicolo storico.
Che cos’è un camper storico
Un camper può essere considerato veicolo storico quando raggiunge una determinata età e mantiene caratteristiche coerenti con l’epoca di costruzione.
In Italia, un veicolo (compresi i camper) può essere:
- Veicolo di interesse storico (dai 20 anni in su, in alcuni casi)
- Veicolo storico vero e proprio (dai 30 anni in su)
Nel caso dei camper, però, le cose sono leggermente più complesse rispetto alle auto. Non conta solo l’età del mezzo, ma anche:
- Stato di conservazione
- Originalità dell’allestimento
- Condizioni strutturali
- Assenza di modifiche invasive
Ed è qui che iniziano le prime valutazioni importanti.
Dopo quanti anni un camper può diventare storico
In linea generale:
- Dai 20 anni: può essere iscritto a un registro storico (in alcuni casi)
- Dai 30 anni: viene considerato a tutti gli effetti veicolo storico
Il nostro camper, ad esempio, ha 35 anni. Questo significa che rientra pienamente nella categoria dei veicoli storici, almeno dal punto di vista anagrafico.
Ma attenzione: l’età da sola non basta.
I registri storici riconosciuti
Per iscrivere un camper come veicolo storico bisogna passare da uno dei registri riconosciuti dallo Stato, tra cui:
- ASI (Automotoclub Storico Italiano)
- FMI (più orientato alle moto)
- Altri registri minori riconosciuti
Per i camper, nella stragrande maggioranza dei casi, si fa riferimento all’ASI, attraverso un club federato.
Non ci si iscrive direttamente all’ASI: bisogna prima entrare in un club storico affiliato, che segue la pratica.
Requisiti fondamentali per l’iscrizione
Qui è dove molti restano delusi. Un camper storico:
- Deve essere strutturalmente sano
- Non deve avere infiltrazioni attive
- Deve mantenere un aspetto coerente con l’epoca
- Le modifiche devono essere reversibili
Questo significa che un camper con infiltrazioni non risolte, legno marcio o tetto compromesso difficilmente verrà accettato.
Ed è uno dei motivi per cui oggi controlliamo il nostro camper regolarmente con un igrometro, per evitare brutte sorprese nel tempo.
Strumento che consigliamo sempre, anche prima dell’acquisto:
Igrometro per controllo infiltrazioni
Camper storico e assicurazione: conviene davvero?
Uno dei motivi principali per cui si valuta l’iscrizione storica è l’assicurazione agevolata.
In molti casi, una polizza per veicolo storico può costare molto meno rispetto a una tradizionale.
Ma attenzione:
- Alcune assicurazioni impongono limiti di utilizzo
- Non sempre coprono l’uso quotidiano
- Spesso richiedono un altro veicolo principale intestato
Se il camper viene usato solo per viaggi, weekend e vacanze, allora il risparmio può essere reale. Se invece è l’unico mezzo, bisogna valutare bene.
Bollo e tasse: cosa cambia
Altro tema caldo: il bollo.
Qui la situazione cambia da regione a regione. In generale:
- Dai 30 anni in su: esenzione o bollo ridotto
- Dai 20 ai 29 anni: dipende dalla regione
È fondamentale informarsi presso la propria Regione o ACI locale.
Limitazioni alla circolazione: mito o realtà?
Molti temono che un camper storico non possa circolare liberamente.
La verità è questa:
- Le limitazioni dipendono dalle normative locali
- Spesso valgono indipendentemente dallo status storico
- In alcuni casi, i veicoli storici sono persino esentati
Insomma, non è lo status storico a bloccare la circolazione, ma la classe ambientale.
Conviene davvero iscrivere un camper come storico?
La risposta onesta è: dipende.
Conviene se:
- Il camper è sano
- Ha valore affettivo o collezionistico
- Viene usato per viaggi e non quotidianamente
- Vuoi preservarlo nel tempo
Non conviene se:
- È molto sfruttato
- Ha problemi strutturali irrisolti
- Si prevedono modifiche importanti
Camper storico e viaggi: come ci muoviamo noi
Noi alterniamo aree sosta, camping e libera, scegliendo di volta in volta cosa è più comodo per la famiglia.
Quando vogliamo servizi e tranquillità, controlliamo sempre su Campsaround, che permette di trovare aree curate e adatte anche ai camper vintage.
Per il resto, viaggiamo con buon senso, rispettando i limiti del mezzo e godendoci il viaggio lento.
Considerazioni finali
Iscrivere un camper come veicolo storico non è una moda, né una scorciatoia per spendere meno.
È una scelta di consapevolezza, che va fatta sapendo cosa si ha tra le mani.
Un camper storico va curato, controllato, rispettato. In cambio, regala qualcosa che i mezzi moderni spesso non danno: un modo diverso di viaggiare.
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